• PUNTERUOLO ROSSO,CHE COS'È IL COLEOTTERO CURCULIONIDE RHYNCHOPHORUS FERRUGINEUS?

    Più comunemente conosciuto come il punteruolo rosso della palma,è un coleottero che attacca e distrugge in brevissimo tempo le palme

  • ZANZARA TIGRE DOVE È DIFFUSA?

    In origine la zanzara tigre (Aedes albopictus) era diffusa nei paesi asiatici. È arrivata in Europa con dei carichi navali contenenti piante o gomme usate. In Italia è stata notata per la prima volta all'inizio degli anni novanta.

    Le zanzare tigre femmina depongono le uova solitamente in dei piccoli contenitori ripieni di acqua ed in altre acque stagnanti: vasi, grondaie, pozzanghere oppure tazzine o gomme dimenticate all'aperto. Le uova sono insensibili a periodi di siccità, perciò la zanzara tigre è perfettamente adattata ad ambienti urbani.

  • ZANZARA TIGRE,QUALI MALATTIE TRASMETTE?

    La zanzara tigre punge l'uomo ma anche uccelli ed altri animali. Ciò vuol dire che può fare da tramite fra animali infetti e l'uomo.

    La zanzara tigre è il vettore più importante della malattia chiamata chikungunya . Inoltre può trasmettere la dengue .

    Ricercatori hanno isolato vari virus dalla zanzara tigre asiatica, fra i quali alcuni possono anche infettare l'uomo. Finora non è stato chiarito se la zanzara tigre è coinvolta nella trasmissione dei virus all'uomo.

    La zanzara tigre può pure trasmettere malattie ad animali.

    Si è visto in Italia che la zanzara tigre asiatica può passare il verme parassita della dirofilaria immitis a cani e gatti. Il parassita vive nella zona cardiaca e nel cuore stesso causando gravi infezioni che possono addirittura portare alla morte dell'animale. Il trattamento della malattia non è senza rischi. Di solito l'uomo non è l'oste naturale del parassita, ma sono noti dei casi in cui pure l'uomo è stato infetto. Finora, si considerava la dirofilaria una malattia delle zone rurali, però, con la presenza della zanzara tigre asiatica negli ambienti urbani, il rischio per gli animali e gli uomini d'ora in poi può aumentare.

    La zanzara tigre punge l'uomo ma anche uccelli ed altri animali. Ciò vuol dire che può fare da tramite fra animali infetti e l'uomo.La zanzara tigre è il vettore più importante della malattia chiamata . Inoltre può trasmettere la .Ricercatori hanno isolato vari virus dalla zanzara tigre asiatica, fra i quali alcuni possono anche infettare l'uomo.

    Finora non è stato chiarito se la zanzara tigre è coinvolta nella trasmissione dei virus all'uomo.La zanzara tigre può pure trasmettere malattie ad animali.Si è visto in Italia che la zanzara tigre asiatica può passare il verme parassita della dirofilaria immitis a cani e gatti. Il parassita vive nella zona cardiaca e nel cuore stesso causando gravi infezioni che possono addirittura portare alla morte dell'animale. Il trattamento della malattia non è senza rischi. Di solito l'uomo non è l'oste naturale del parassita, ma sono noti dei casi in cui pure l'uomo è stato infetto.

    Finora, si considerava la dirofilaria una malattia delle zone rurali, però, con la presenza della zanzara tigre asiatica negli ambienti urbani, il rischio per gli animali e gli uomini d'ora in poi può aumentare.

  • LA ZANZARA TIGRE PERCHE' È DANNOSA?

    Le zanzare non sono solamente fastidiose, ma possono anche trasmettere malattie. Solitamente la trasimissione di malattie tramite zanzare è un problema delle regioni tropicali e subtropicali della terra. Da alcuni anni questi vettori di malattie stanno però espandendo anche in Europa e sopratutto in Italia, e fra loro anche la zanzara tigre. 

    Esistono varie specie di zanzare tigre. Le due più diffuse, la zanzara tigre egiziana (Aedes aegypti) e la zanzara tigre asiatica (Aedes albopictus), sono importanti vettori di malattie. La prima è diffusa quasi solamente nei paesi tropici e subtrobici. La seconda, che comunemente viene chiamata la 'zanzara tigre', è oramai conosciuta anche in Europa. L'Italia è fra i paesi più infestati. 

    Tra le varie malattie che la zanzara tigre può trasmettere, le due più pericolose sono attualmente: la chikungunya e la dengue. Inoltre la zanzara tigre può trasmettere a cani e gatti (e raramente pure all'uomo) un'infezione chiamata dirofilariasi.

  • PUNTERUOLO ROSSO,COSA STA PROVOCANDO?

    Il punteruolo rosso delle palme, un coleottero di origini asiatiche, sta provocando danni di notevole entità in molte regioni d’Italia, minacciando palme di valore paesaggistico e storico.

  • LA TARMA DEL TESSUTO,CHE COSA È?

    TARME

    Tineola bisseliella

    Descrizione
    Piccole farfalle dalle ali sottili e dal volo breve, che non vengono attratte dalla luce. Gli adulti sono di colore fondamentalmente cremeo o brunastro.

    Piccole farfalle dalle ali sottili e dal volo breve, che non vengono attratte dalla luce. Gli adulti sono di colore fondamentalmente cremeo o brunastro.

    Ambiente e nocività
    Tinea pellionella L. è una specie estremamente diffusa, con attacchi su lana, feltri, pelli e pellicce; i peli vengono tagliati alla base e collegati con bave sericee per costituire un piccolo astuccio entro il quale la larva si rifugia. Durante il tempo necessario per il suo sviluppo (2-3 mesi), la larva accresce progressivamente questa protezione, che raggiunge al termine circa 1 cm di lunghezza, trascinandola con sé, fino all'incrisalidamento, che avviene nell'astuccio stesso. Da due a tre generazioni si succedono nel corso dell'anno. In edifici riscaldati gli adulti possono essere presenti in tutti i mesi, ma sono più frequenti nel periodo estivo. 
    Tineola bisselliella Hum., si comporta in modo analogo, ma è caratterizzata da più ampia polifagia. Vengono attaccati piume, lana di materassi, pennelli, spazzole, oltre che indumenti di lana e pellicce. In caso di necessità è in grado di svilupparsi a spese di uccelli impagliati. 
    Le larve di T. bisselliella non costruiscono astucci protettivi, limitandosi a tessere leggeri tubi sericei, entro cui si annidano.

    Tinea pellionella L. è una specie estremamente diffusa, con attacchi su lana, feltri, pelli e pellicce; i peli vengono tagliati alla base e collegati con bave sericee per costituire un piccolo astuccio entro il quale la larva si rifugia. Durante il tempo necessario per il suo sviluppo (2-3 mesi), la larva accresce progressivamente questa protezione, che raggiunge al termine circa 1 cm di lunghezza, trascinandola con sé, fino all'incrisalidamento, che avviene nell'astuccio stesso. Da due a tre generazioni si succedono nel corso dell'anno. In edifici riscaldati gli adulti possono essere presenti in tutti i mesi, ma sono più frequenti nel periodo estivo. Tineola bisselliella Hum., si comporta in modo analogo, ma è caratterizzata da più ampia polifagia. Vengono attaccati piume, lana di materassi, pennelli, spazzole, oltre che indumenti di lana e pellicce. In caso di necessità è in grado di svilupparsi a spese di uccelli impagliati. Le larve di T. bisselliella non costruiscono astucci protettivi, limitandosi a tessere leggeri tubi sericei, entro cui si annidano.

  • CIMICI DEI LETTI,COME RICONOSCERE LE PUNTURE?

     E' difficile identificare le cimici a partire dalle loro punture perché i nostri corpi reagiscono a queste in modo molto diverso. All'inizio dell'infestazione delle cimici da letto, la vittima potrebbe non essere sensibilizzata alle punture e potrebbe non sentire nessun prurito e confonderle successivamente con punture di altri insetti.

    E' fondamentale ricercare la forma generale e la frequenza delle punture insieme ad altri fattori in modo tale da identificare se le punture sono causate da questo insetto pungente.

    E' molto improbabile che le punture di cimici sveglino le vittime, come può invece accadare con quelle delle zanzare. Possono colpire ogni parte del corpo, ma in generale tendono a preferire le zone del corpo in prossimità dei vasi sanguigni vicini alla pelle.

    Una cimice può pungere più di una volta sulla stessa zona. D'altra parte, punture localizzate in diverse parti del corpo sono il risultato di punture da più cimici.

  • LE BLATTE POSSONO AVVIARE L'ALLERGIA, E GLI ATTACCHI DI ASMA?

    Le Blatte possono avviare l'allergia e gli attacchi di asma

    Nel rispetto del Mese Nazionale di Consapevolezza di Allergia e di Asma, celebrato a maggio, l'Associazione Nazionale della Gestione del Parassita (NPMA) sta ricordando alla gente che le blatte possono avviare gli attacchi di allergia e di asma, con altre malattie pertinenti.    

    Secondo il Centri Per Il Controllo E La Prevenzione Delle Malattie, 25,7 milione di persone stimato, includenti quasi 7,1 milione bambini, hanno asma. Molti di questi casi sono causati da uno degli allergeni più pericolosi - blatte - che possono strisciare dentro la vostra casa.

    “Escrementi animali della Blatta, saliva, l'interfaccia della tettoia ed altre parti del corpo contengono le proteine potenti dell'allergene conosciute per causare le reazioni allergiche ed esacerbare i sintomi di asma, particolarmente in bambini,„ ha detto il Dott. Jorge Parada, portavoce medico per il NPMA. “Purtroppo, la gente che è esposta a questi allergeni durante l'infanzia è più successivamente ad un rischio aumentato per i problemi bronchiali di asma e di hyperresponsiveness nella vita.„

    Oltre ad essere un colpevole dietro le punte correnti, occhi che prude e ansare, le blatte hanno sparso quasi 33 generi di batteri compreso Escherichia coli e di Salmonella. Prendono i germi sulle spine dorsali dei loro lati mentre strisciano attraverso la materia di decomposizione, che può essere trasferita agli esseri umani sulle superfici dure e con contaminazione del cibo.

  • LE ZANZARE PORTANO LA FILARIOSI AI CANI E AI GATTI?

    Zanzare, pericolo filariosi per cani e gatti

    L'ARRIVO DEL BEL TEMPO DETERMINA LA DIFFUSIONE DI MALATTIE TRASMESSE DALLE ZANZARE. ECCO LA TESTIMONIANZA DAL NORDICO ALTO ADIGE !

    BOLZANO. L'arrivo della primavera determina lo schiudersi delle uova di molti insetti tra cui la zanzara, la zanzara tigre e gli acari, con zecche, pulci e pidocchi. Proprio per questo è bene iniziare da subito a proteggere gli animali domestici come cani e gatti con validi prodotti anti parassitatori al fine di assicurare al nostro amico a quattro zampe uno stato igenico-sanitario adeguato. A richiamare l'attenzione di chi ha in casa un gatto o un cane è l'ambulatorio veterniario di Oltrisarco con la dottoressa Francesca Benin. In effetti proprio i parassiti possono veicolare diverse malattie.

    «Bisogna sottolineare - si legge in un comunicato stampa ufficiale - che la zanzara e la zanzara tigre sono vettori per una malattia chiamata filarosi, la quale consiste nell'inoculazione di microfilarie da parte dell'insetto che col tempo migrano verso il cuore del cane, andando a formare le macrofilarie, ossia dei veri e propri vermi. Quando il parassita raggiunge il cuore diventa adulto e a questo la situazione per l'animale ammalato diventa molto grave. «In effetti in casi come questi, l'animale durante la cura è a rischio della vita» puntualizza il dottor Paolo Gallmetzer, titolare dell'omonima clinica veterinaria per piccoli animali a Bolzano. Secondo la dottoressa Francesca Benin la situazione di potenziale pericolo non deve essere sottovalutata neppure in Alto Adige dato che proprio ultimamente anche nella nostra regione si è sviluppata la presenza sia della zanzara che della zanzara tigre. 

    «Sicuramente - si legge in una nota - le condizioni ambientali degli ultimi anni (clima estivo sempre più caldo e umido) aumentano la possibilità della diffusione di questa patologia. Inoltre bisogna tenere presente che anche gli spostamenti delle persone con i loro animali aumenta la possibilità di contrarre la malattia, in quanto tutta la pianura padana fin buona parte del centro Italia sono da considerarsi zone endemiche, cioè zone dove la malattia (che non può essere trasmessa all'uomo) ha un'incidenza altissima. 

    «Questo è vero - dice il dottor Gallmetzer - ma è anche vero che ultimamente da noi è stato registrato un solo caso a Riva del Garda. L'ambulatorio veterinario Oltrisarco consiglia comunque di sottoporre il proprio cane o il proprio gatto alla profilassi di prevenzione che mette al riparo dal possibile contagio l'animale al 100 per cento. La profilassi è comunque volontaria ed è a pagamento.

  • LA ZANZARA TIGRE È UN PERICOLO PER LA SALUTE?

    MILANO - Fastidiose e pericolose, subdole e invincibili: gli studiosi stanno ancora discutendo quale sia il nome scientifico corretto della zanzara tigre asiatica, Aedes albopictus o Stegomyia albopicta. La scienza si trova però d’accordo su due punti: la zanzara tigre può trasmettere all'uomo gravi malattie, come la dengue e la febbre chikungunya. A preoccupare maggiormente è invece un altro fenomeno: a causa del cambiamento climatico l’insetto tropicale sta proliferando anche nel nord-ovest dell’Europa e nei Balcani.

     

    IN ITALIA - La zanzara tigre, chiamata così per le striature trasversali bianche sulle zampe e sull'addome, è originaria del sud-est asiatico, dove è assai temuta. È vettore di diverse malattie virali, in particolare quelle causate da arbovirus, tra cui dengue e chikungunya. Visto che il clima nel Vecchio Continente sta cambiando, l’insetto ha imparato a sopravvivere anche nelle nostre latitudini. In Italia, per esempio, la zanzara tigre si è diffusa a partire dagli anni Novanta. Uno studio pubblicato ora sulla rivista scientifica Interface della Royal Society evidenzia come A. albopictus o S. albopicta si sia ormai stabilita definitivamente nel nostro Paese. Un esempio concreto di questo rischio è rappresentato dall’epidemia di chikungunya esplosa nell’estate 2007 nella zona di Ravenna.

    CONDIZIONI SFAVOREVOLI - Secondo il ricercatore dell'Università di Liverpool, Cyril Caminade, gli inverni sempre più caldi e le piogge sempre più frequenti, attirano oramai la zanzara anche in Francia; nei Paesi del Benelux; in Portogallo e persino in Germania; Gran Bretagna; sugli altipiani svizzeri; in Turchia; a Cipro; in Bulgaria e Slovacchia. Tuttavia, ci sono pure zone in Europa dove le condizioni di vita per l’insetto sono nel frattempo diventate sfavorevoli, perché distinte da un clima troppo caldo e secco: nel sud della Spagna o in Corsica. Ciononostante, a oggi la zanzara tigre è una delle cento specie animali che si stanno diffondendo più rapidamente in tutto il mondo, affermano gli studiosi britannici e belgi.

    PUNTURA - Le informazioni sulla diffusione di questo insetto provengono dai dati raccolti fino a dicembre 2011. I ricercatori azzardano anche una previsione: ritengono infatti che al più tardi nel 2050 la zanzara tigre asiatica possa essersi diffusa in quasi tutta Europa. Non c'è però da allarmarsi: la trasmissione del virus non avviene per contatto diretto (tra persona e persona), ma è la zanzara tigre che trasmette la malattia attraverso la sua puntura. E questa necessita in ogni caso di una fonte d’infezione. Vale a dire: se in circolazione non ci sono virus dengue o chikungunya, le zanzare non possono nemmeno trasmetterle.

    Elmar Burchia

  • LA ZANZARA COREANA,CHE COSA È?

    MODENA - Si chiama zanzara coreana la nuova specie di insetto che sta invadendo il Paese e l’Istituto superiore di sanità invita a contrastare la sua diffusione. Nella lotta alla zanzara tigre un ruolo importante è svolto dal monitoraggio dell’infestazione che, a fine maggio 2011, ha permesso di trovare in provincia di Belluno larve di zanzara appartenenti alla specie “Aedes koreicus”. Anche questa specie, detta “zanzara coreana”, proviene dal sud-est asiatico. Sebbene sia meno aggressiva della zanzara tigre è potenziale veicolo di alcuni virus non giudicati pericolosi per la salute umana. L’Istituto superiore di sanità sottolinea comunque l’importanza di tenere alta l’attenzione nei confronti anche di questo nuovo “ospite”, sia da parte degli esperti che continuano il monitoraggio e la ricerca, sia da parte dei privati cittadini che sono chiamati a mantenere attive le buone norme di prevenzione dei focolai già indicati per la lotta alla zanzara tigre. Fortunatamente la “coreana” non è stata al momento rinvenuta sul territorio emiliano-romagnolo, ma è un esempio del ruolo importante che hanno le attività di ricerca e monitoraggio che si affiancano a quelle fondamentali di prevenzione e contrasto, alle quali sono chiamati a partecipare i cittadini e che, per l’igiene urbana, quest’anno a Modena sono eseguiti per conto del Comune dalla ditta aggiudicataria Biblion srl. Per poter determinare il rischio di trasmissione sul territorio di patologie portate dalla zanzara tigre come Chikungunya e Dengue, applicando le linee guida regionali, anche quest'anno a Modena si attiva la rete di monitoraggio mediante ovitrappole allo scopo di verificare l'intensità di infestazione e al fine di identificare nuovi insetti potenzialmente nocivi.

  • LA FILARIOSI È UNA MALATTIA PARASSITARIA TRASMESSA DALLE ZANZARE COMUNI AGLI ANIMALI DOMESTICI COME CANI E GATTI?

    La malattia può essere di due tipologie, in base al tipo di parassita: la Dirofilaria immitis causa la filariosi cardiopolmonare, mentre la Dirofilaria repens causa la filariosi cutanea.
    In Italia le zone endemiche per la filariosi cardiopolmonare sono soprattutto al Nord , in particolare in tutta la Pianura Padana, nelle zone attorno al Po e nelle zone lacustri. Negli ultimi tempi, tuttavia, sono in costante aumento i casi di malattia anche in altre aree geografiche: in tutta la Toscana, nelle zone pianeggianti e costiere della Sardegna e in alcune aree della Sicilia e della Campania. Recenti studi hanno dimostrato che la zanzara tigre è uno dei più diffusi portatori della malattia.
    Le larve di Dirofilaria immitis entrano nel sistema circolatorio del cane tramite la puntura della zanzara e si sviluppano in circolo fino a diventare dei vermi adulti (fino a 15 centimetri di lunghezza) che vanno ad installarsi nella zona attorno al cuore e ai polmoni, provocando problemi a livello cardiaco e respiratorio. Da queste sedi liberano ancora nuove larve che si diffondono e creano un’infestazione massiccia che, se non diagnosticata e curata in tempo, può portare alla morte del cane.
    Le larve di Dirofilaria Repens , invece, vengono trasmesse nello stesso modo dalla zanzara ma i vermi adulti vanno a localizzarsi nel sottocute
    La filariosi può manifestarsi anche ad una certa distanza di tempo dal contagio; pertanto èimportante eseguire ogni anno un test di controllo presso il medico veterinario così da verificare se l’animale sia stato stato infettato. Basta un unico prelievo di sangue: con il testSNAP® i risultati saranno pronti in soli otto minuti.
    Filariosi cardiopolmonare: per saperne di più
    CausaLa zanzara comune trasporta le forme larvali dei vermi. Durante il pasto di sangue sul cane, i parassiti vengono iniettati nell’apparato circolatorio dell’animale e si sviluppano al suo interno.Infezione
    silente• Prurito
    • Presenza di noduli sottocutanei
    • Diminuzione dell’appetito
    • Stanchezza, intolleranza all’esercizio fisico
    • Tosse secca soprattutto dopo esercizio fisico
    • AnemiaProgressione della malattia
    se non trattataEmbolia polmonare, insufficienza cardiaca, accumulo di liquidi a livello addominale e segni neurologici. La filariosi cardiopolmonare può essere letale per l’animale.CoinfezioneUn animale debilitato è maggiormente soggetto all’infezione da parte di altri parassiti che vivono nello stesso ambiente. Ecco perchè è sempre importante verificare che un soggetto malato di filariosi non sia anche portatore di Leishmaniosi o di malattie trasmesse da zecche.DiagnosiSemplice test su sangue: SNAP® test 4Dx, esito in meno di 10 minuti.
    Esami di approfondimento: esame del sangue, radiografia al torace, ecocardiografia.TrattamentoLa terapia è complessa e prevede l’utilizzo di farmaci che devono essere dosati attentamente dal Veterinario in base allo stadio della malattia e allo stato di salute generale dell’animale. Inoltre, se le filarie sono rimaste a lungo nel cuore dell’animale, questo probabilmente resterà cardiopatico anche dopo la terapia, poiché il danno causato al cuore non sempre è reversibile.
    La profilassi della filariosi è la soluzione migliore per prevenire l’infestazione dovuta a questi parassiti. Il Veterinario può prescrivere farmaci da somministare per bocca o iniettabili a fronte di un accertamento preventivo dell’assenza del parassita nei cani che potrebbero essere portatori.PrognosiLa filariosi è una malattia degenerativa e cronica che può condurre, nei casi più gravi e se non diagnosticata tempestivamente, alla morte del cane. La malattia può essere tenuta sotto controllo grazie ad una continua profilassi.VaccinazioneNon disponibile.Altre forme di prevenzioneUtilizzo di prodotti antiparassitari topici e di altro tipo prescritti dal veterinario. Nelle zone endemiche, tenere gli animali in casa di notte.

  • LA FILARIOSI

    La filariosi cardiopolmonare, denominata anche “filaria”, è una patologia che colpisce soprattutto i cani (ma anche furetti e gatti). Se non viene diagnosticata in tempo e curata in modo tempestivo può diventare molto pericolosa e provocare anche la morte dell’animale. All’origine di questa malattia vi è un parassita, il “Nematode dirofilaria immitis”, molto diffuso in alcune zone dell’Italia, soprattutto nella pianura Padana, ma anche in Sardegna, Umbria e nel Canton Ticino (ai confini della Svizzera). Poiché a trasmettere la filaria è la zanzara, che trasmette il parassita attraverso la sua puntura, il periodo più a rischio di contagio è quello compreso tra la tarda primavera-inizio estate e l’autunno inoltrato. I medici veterinari ritengono più pericoloso il periodo che va da Maggio a Settembre. Ma l’aumento delle temperature che si sta verificando negli ultimi anni amplia progressivamente tale periodo.
    Il nome “filaria” deriva proprio dai vermi filiformi e tondi che riescono a vivere anche per 4-5 anni nel cuore del cane, che può accumularne un centinaio e più. Quando il numero di parassiti diventa eccessivo compaiono i primi sintomi della malattia: affaticamento, tosse continua, accumulo di liquido nell’addome, difficoltà respiratoria. Questi problemi, se non curati subito, possono portare addirittura alla morte del cane. L’unica soluzione davvero risolutiva della malattia è la sua prevenzione. Per essere tempestiva, la prevenzione deve essere cominciata in primavera. Il veterinario esegue il test per la filaria tramite un prelievo di sangue e l’uso di un kit specifico. Se il test risulta negativo (il che significa che il cane è sano), inizia la profilassi. Si può optare per tavolette e compresse per bocca, da somministrare mensilmente, da aprile a dicembre.
    Oppure esistono i prodotti spot-on, da applicare far le scapole dell’animale, sempre a cadenza mensile come le pastiglie. La soluzione più innovativa è l’iniezione sottocutanea da fare annualmente, a base di moxidectina. Questo farmaco evita che i disturbi gastroenterici possano interferire con l’assorbimento dei farmaci assunti per bocca. Può essere effettuata soltanto da medici veterinari. E’ adatta anche ai cuccioli. Comunque sia, prima di scegliere il prodotto da usare, è consigliabile chiedere al proprio veterinario la cura personalizzata in base alle caratteristiche ed esigenze del cane. C’è anche la possibilità di intervenire chirurgicamente per asportare le filarie. Si tratta però di una operazione complessa e delicata, e per questo motivo la si sceglie quando il cane ha troppi parassiti o l’iniezione è troppo rischiosa.

  • LA FILARIOSI CHE COSA È?

    La filariosi è una pericolosa malattia parassitaria che colpisce i cani (ma anche i gatti e altri animali domestici) con conseguenze che possono essere letali. Trasmessa dalle punture di zanzara, ha il suo picco nella stagione calda. Ma prevenire è possibile. Ecco tutto quello che c'è da sapere.
    Filariosi# Che cos’è la filariosi?
    La filariosi è una malattia parassitaria che si trasmette da un cane ammalato a un cane sano attraverso la puntura di zanzara. Può essere di due tipi:
    - Filariosi cutanea: provocata dal parassita Dirofilaria repens, ha conseguenze solo sulla pelle e può essere contratta anche dall’uomo. 
    - Filariosi caldiopolmonare: causata dal parassita Dirofilaria immitis, non è pericolosa per l’uomo ma può essere letale per il cane e per altri animali domestici. I sintomi sono dimagrimento rapido e ingiustificato del nostro amico peloso, stanchezza, tosse. Quando si manifestano occorre consultare subito un veterinario perchè potrebbero essersi già verificate lesioni al cuore o ai polmoni.

    # Come si trasmette la filariosi cardiopolmonare? 
    Quando una zanzara punge un cane infestato dalla filariosi, insieme al suo sangue succhia anche alcune microfilarie che, alla puntura successiva, saranno inoculate nei tessuti di un altro cane o di un altro animale. Nel nuovo ospite le microfilarie iniziano a crescere e a spostarsi verso il cuore dove, divenute ormai vermi adulti (fino a 30 centimetri di lunghezza), possono cominciare il loro ciclo riproduttivo producendo altre microfilarie. 
    L’invasione colpisce solitamente l’arteria polmonare, la vena cava inferiore e l’atrio destro del cuore: un singolo animale ammalato può ospitare da 3 a 50 parassiti adulti che vivono fino a 7 anni, sempre che non ne provochino prima la morte.

    # Quali sono le zone più a rischio? 
    La filariosi cutanea è genericamente diffusa in tutta Italia mentre quella cardiopolmonare, una volta circoscritta all’Italia centro-settentrionale, si sta rapidamente diffondendo in tutto il paese. Nuovi focolai di questa malattia nascono in aree non endemiche a causa del surriscaldamento globale e di una maggiore predisposizione a viaggiare delle famiglie con il proprio cane.
    Il periodo di maggior pericolo è quello in cui sono attive le zanzare, da febbraio a novembre con un picco nei mesi estivi.


    Filariosi# Come si previene la filariosi? 
    La filariosi può essere prevenuta efficacemente somministrando al cane diversi tipi di prodotto:
    - tavolette o pastiglie: vanno date all’animale una volta al mese per tutto il periodo di presenza delle zanzare.
    - fialette: da applicare come l’antipulci sulla schiena dell’animale una volta al mese.
    - iniezione: da far fare al veterinario una volta l’anno, mette al riparo da eventuali dimenticanze nella prevenzione.

    Rimedi fai-da-te come non far uscire il cane di notte e al crepuscolo o trattarli con dei normali repellenti per zanzare sono del tutto insicuri e sconsigliabili.

    # Colpisce solo i cani? 
    No, la filariosi può colpire anche gatti e furetti. In questi animali il parassita cresce meno e vive per periodi più limitati, ma può essere ugualmente letale perchè infesta cuori e vasi sangugni molto più piccoli di quelli del cane. È quindi consigliabile, anche per questi animali, effettuare un trattamento di prevenzione simile a quello previsto per i cani.

    # È una malattia curabile?
    La terapia per la cura degli animali infetti è lunga e complicata ed espone i nostri amici a notevoli rischi cardiopolmonari che vanno dall'embolia a pericolose infezioni. Una volta uccisi i vermi con farmaci specifici a base di sostanze tossiche, occorre far stare l'animale a riposo assoluto per diverse settimane per permettergli di liberarsi dei vermi morti, che possono comunque ostruire arterie e altri vasi sanguigni.

  • CIMICI DEI LETTI, COME FARE A RICONOSCERLE?

    Come fare a riconoscerle

    Molto spesso le persone non sanno che hanno a che fare con le Cimici da letto, perché il loro nome reale non è molto conosciuto e cercano di capire cosa sono quegli insetti che li pungono di notte, esattamente nel letto! Questo insetto infatti esce solo durante la notte perché è attratto dal calore dei nostri corpi e dall'anidride carbonica del nostro respiro.

    Prima di nutrirsi le cimici da letto hanno una forma ovale, piatta e marrone chiaro, ma diventano più rotonde e più scure dopo essersi nutrite. Gli insetti adulti raggiungono anche i 5 mm di dimensione.

    In genere, le cimici da letto entrano in una proprietà tramite i vestiti o i mobili che porti in casa. Potremmo infatti aver trascorso del tempo in un albergo o in un hotel infestati.

    Il riparo più comune per le cimici da letto sono le cuciture dei materassi, le fessure nel telaio del letto, dietro i mobili attorno al letto (in particolare le testiere) o dove il muro si congiunge con il pavimento.

    Un'infestazione più radicata è associata dalle macchie scure o nere sul materasso dovute agli escrementi delle cimici e può anche essere accompagnata dall’odore sgradevole rilasciato dalle cimici.

  • CIMICI DEI LETTI,COME ASSICURARSI DI NON DIFFONDERE L'INFESTAZIONE?

    Assicurarsi di non diffondere le Cimici da letto

    Se la tua casa è invasa dalle cimici, non rischiare di diffonderle portando vestiti, valigie o mobili in alberghi o in casa di amici o parenti.

    Le cimici da letto possono anche spostarsi nelle proprietà adiacenti attraverso i muri o le cavità nei pavimenti. Se hai le cimici in casa e se abiti in un appartamento o in una proprietà a schiera, abbi riguardo per i tuoi vicini e agisci velocemente con una disinfestazione efficace. Contatta immediatamente un nostro esperto di disinfestazione, ti forniremo subito la soluzione specifica per le tue esigenze.

  • CIMICI DEI LETTI,COME AFFRONTARE IL PROBLEMA

     “In qualsiasi ambiente frequentato da esseri umani sono normalmente presenti molte specie di insetti e artropodi, alcuni dei quali possono, in situazioni particolari, provocare sintomi (punture, pustole, papule, irritazioni, etc) che possono essere equivocati con quelli conseguenti alle “punture” delle cimici.

    Le sole punture non sono quindi mai sufficienti a diagnosticare con sicurezza la presenza di una infestazione da cimici, che dev'essere pertanto confermata dal rinvenimento di esemplari (vivi o morti) e/o dalle tracce della loro presenza (uova, macchie fecali, residui di muta).

    La corretta identificazione della natura del problema è di fondamentale importanza al fine di poter stabilire una strategia di controllo/eliminazione adeguata. D'altro canto, sarebbe del tutto insensato e inutile impostare un programma di intervento per le cimici dei letti (economicamente oneroso, impegnativo e spesso invasivo) se si ha invece a che fare con qualcosa di completamente diverso.

    Contrariamente a quanto si sente normalmente raccontare in giro, la presenza di cimici non è legata a situazioni di sporcizia o di carenze igieniche. La cimice dei letti è infatti un parassita estremamente “democratico” che, nella scelta degli ospiti da “vampirizzare”, non sta a discriminare in termini di sesso, età, religione, razza, etnia, ceto sociale o altro. Similmente si trova a suo perfetto agio tanto in un tugurio che cade a pezzi quanto in un albergo a 5 stelle con tutti i comfort.

    Le cimici hanno bisogno esclusivamente di un posto per nascondersi e di un ospite a cui succhiare il sangue ogni tanto per vivere felici e proliferare in maniera impressionante. Tutto il resto è per loro assolutamente irrilevante.

    Se vi trovate alle prese con una infestazione da cimici non è perché siete sporchi o trasandati, ma significa semplicemente che le cimici hanno trovato il modo di arrivare dove vivete. La cimice dei letti è un parassita infestante “da esposizione”: frequentare ambienti infestati espone al rischio reale di contrarre a propria volta l'infestazione. Funziona così da migliaia di anni ma, a quanto pare, ce ne eravamo completamente scordati.

    Non perdete dunque tempo a colpevolizzarvi per motivi inconsistenti e non lasciatevi cadere in depressione. Una infestazione da cimici è un problema complesso che, per essere risolto, richiede la massima attenzione e razionalità da parte vostra, ragion per cui semplicemente non potete distrarvi.

    Le cimici dei letti sono infatti infestanti del tutto atipici, e nulla hanno a che vedere con gli altri insetti che normalmente frequentano le nostre abitazioni. Qualsiasi errore nella gestione di un fenomeno da infestazione da cimici rischia di peggiorare sensibilmente la situazione e rendere notevolmente più difficile la risoluzione del problema. In attesa di capire bene cosa fare, la cosa più saggia è non fare nulla.

    I tempi per eliminare una infestazione da cimici si misurano in termini di settimane e, in casi particolari, addirittura mesi. Qualsiasi cosa siate tentati di fare nelle prime ore dopo la scoperta del problema è quindi assolutamente irrilevante, ma in compenso può essere estremamente controproducente. Quindi, per il vostro stesso bene, non abbiate nessuna fretta.

    Spostare arredi, oggetti o capi di vestiario da una stanza infestata può facilmente diffondere l'infestazione ad altri ambienti. Capi di vestiario e oggetti in stoffa devono essere chiusi in sacchetti di plastica sigillati prima di essere asportati dalla stanza, e lavati ad almeno 60°C o “a secco” prima di poter essere trasferiti e nuovamente utilizzati in altri ambienti.

    In alternativa, se possedete una asciugatrice ad aria calda (assai poco diffusa nel nostro paese), un trattamento di una ventina di minuti alla massima potenza è sufficiente ad uccidere gli insetti e le loro uova. E' importante tener presente che qualsiasi oggetto introdotto in una stanza infestata diventa a sua volta potenzialmente infestato.

    Molti insetticidi domestici per “insetti striscianti” contengono principi attivi che hanno azione snidante, e che possono quindi mettere “in movimento” le cimici (senza peraltro ucciderle) verso altri ambienti non trattati, trasformando così un problema localizzato in uno diffuso e quindi assai più difficile da risolvere.

  • VESPE,PREVENZIONE E TRATTAMENTO DELLE PUNTURE DI INSETTO CON PUNGIGLIONE

    PREVENZIONE E TRATTAMENTO DELLE PUNTURE DI INSETTO CON PUNGIGLIONE

    Proteggete voi e la vostra famiglia dalle punture d’insetto con pungiglione

    Le punture d’insetto con pungiglione sono particolarmente sgradevoli e sovente possono creare diversi problemi a chi viene punto ripetutamente.

    Tuttavia, il rischio di essere punti può essere eliminato mediante la distruzione dei nidi di vespa all’interno o in prossimità dell’abitazione e adottando alcune precauzioni base quando ci si trova in ambienti esterni.

    Allergie alle punture d’insetto con pungiglione

    Alcune persone sono più sensibili di altre ai pungiglioni degli insetti, in particolar modo i bambini.

    Tuttavia, il gruppo principale a rischio è rappresentato dal 3% della popolazione che presenta un’allergia al veleno presente nel pungiglione. Una reazione allergica alle punture d’insetto con pungiglione può svilupparsi in qualsiasi momento anche se non si è presentata alcuna reazione nel corso di una precedente puntura.

    Chiamare immediatamente un’ambulanza in caso di reazione allergica grave conseguente ad una puntura di ape o vespa.

    Tra i vari sintomi ricordiamo svenimento, vertigini, nausea, difficoltà respiratorie o gonfiore localizzato.

    Api e vespe e punture d’insetti

    Le punture di api e vespe non devono essere confuse con le comuni punture d’insetto.

    Un insetto utilizza il suo pungiglione quale arma di difesa quando percepisce un pericolo per se o per la sua colonia. Questo insetto punge iniettando veleno all’interno o sotto la pelle. L’effetto è immediato e da luogo ad una sensazione di scottatura particolarmente dolorosa.

    Mentre il pungiglione viene utilizzato quale arma di difesa, gli insetti pungenti comuni pungono per nutrirsi di sangue. Per dare agli insetti il tempo necessario per nutrirsi, le punture degli insetti si sono evolute in modo tale che il dolore non venga avvertito, come avviene per i pungiglioni (nonostante la puntura di una formica volante risulti particolarmente dolorosa).

    Insetti con pungiglione

    Gli insetti più comuni che utilizzano il pungiglione quale arma di difesa sono le vespe (ivi compresi i calabroni) o le api. Le vespe sono molto più aggressive e possono pungere anche senza venire esplicitamente provocate.

    Le api pungono più difficilmente, solitamente si difendono quando vengono pestate o allontanate con le mani. Il segnale principale di una puntura d’ape consiste nella presenza del suo pungiglione all’interno della pelle e la sacca venosa continuerà a pompare veleno per più di un minuto.

    Al contrario, l’unico segnale della puntura di vespa o di calabrone è rappresentato da un piccolo foro della puntura.

    Sia che si venga punti da un’ape o da una vespa, l’area intorno alla puntura mostrerà un rapido rossore e si formerà una piaga rialzata (fluido sottopelle). La piaga tenderà a ridursi dopo qualche ora ma il pizzicore rimarrà per più di un giorno.

    Trattare una puntura di ape o vespa

    Contrariamente alle credenze popolari, la puntura di vespa non è alcalina e la puntura d’ape è solo leggermente acida. La chimica di una puntura è molto più complessa e pertanto le cure tradizionali consistenti nel mettere a bagno l’area interessata dalla puntura in aceto, o l’area interessata da una puntura d’ape in soda bollente fornirà unicamente un sollievo di breve durata. Tuttavia, vi sono precauzioni pratiche che possono essere adottate.

    Nel caso di una puntura d’ape, il dolore potrà essere ridotto significativamente se il pungiglione viene rimosso immediatamente. Questa operazione deve essere eseguita con la massima attenzione utilizzando le unghie, le pinzette o una lama affilata- tuttavia, prestare la massima attenzione a non premere la sacca della puntura, in caso contrario verrà iniettata nella ferita una quantità maggiore di veleno.

    Lavare la ferita con sapone e acqua e quindi ridurre il gonfiore immergendo l’area interessata in acqua fredda o coprendola con del ghiaccio all’interno di un panno (non applicare direttamente il ghiaccio sulla pelle).

    Per eliminare il pizzicore applicare un prodotto antistaminico per morsi e punture o assumere un antistaminico per via orale (una “compressa per febbre da fieno”).

    Può essere inoltre applicata una lozione alla calamina per raffreddare la ferita e alleviare il pizzicore. Se il pizzicore risulta particolarmente intenso, consultate il vostro farmacista per la somministrazione di una pomata a base di steroidi.

    Sintomi di una reazione allergica

    Per le persone che presentano una allergia moderata alle punture di api e vespe, si può verificare un maggior gonfiore generalizzato intorno alla ferita. Consultare il proprio medico se il rossore è intenso e persistente.

    Chiamare immediatamente un’ambulanza se si presenta uno qualsiasi dei seguenti sintomi entro 30 minuti dalla puntura:

    • Gonfiore localizzato a livello della gola, bocca o lingua suscettibile di limitare la funzionalità respiratoria
    • Sibilo, soffocamento o incapacità di prendere fiato
    • Svenimento, intorpidimento o mal di testa
    • Dolore localizzato a livello del torace
    • Nausea o crampi addominali

    Ricordatevi sempre che le allergie alle punture d’insetto si possono sviluppare in qualsiasi momento.

    Chi è stato punto in due o più occasioni negli anni precedenti è ad elevato rischio di sviluppo di un allergia.

    Un altro gruppo ad alto rischio è rappresentato da coloro che soffrono di altre allergie (come al polline o agli insetti).

    Prevenire le punture d’insetto con pungiglione

     

    Le persone sensibili alle punture d’insetto devono prestare la massima attenzione al fine di minimizzare il rischio di essere punti, ci sono tuttavia precauzioni pratiche che si possono mettere in atto.

    Per evitare di essere punti quando ci si trova in ambienti esterni, adottare le precauzioni seguenti:

    • Evitare di indossare colori troppo appariscenti e fragranze intense come profumi e deodoranti in quanto suscettibili di attirare gli insetti
    • Indossare maglie a maniche lunghe, pantaloni, scarpe e cappelli al fine di ridurre al minimo l’esposizione della pelle
    • Utilizzare spray repellenti per insetti sulla pelle esposta
    • Utilizzare prodotti repellenti per insetti o candele repellenti quando si staziona all’aperto
    • Evitare di lasciare esposte bevande dolci o cibo
    • Controllare che non vi siano api prima di sedersi, sdraiarsi o comunque prima di stazionare in un luogo all’aperto
    • Evitare aree nelle quali sono presenti colonie di vespe come frutteti
    • Indossare guanti se si raccoglie la frutta caduta al suolo

    Non tentare per nessun motivo di schiacciare vespe o api. In caso contrario aumenterà il rischio di essere punti e ilr ischio di attirare lo sciame.

    Non utilizzare le braccia per allontanare gli insetti e non compiere movimenti affrettati suscettibili di attirare gli insetti. Se si accede ad un’area caratterizzata da una presenza massiccia di api o vespe, camminare lentamente e allontanarsi dall’area.

    Insetti pungenti all’interno delle abitazioni o in giardino

     

    Se una vespa rimane intrappolata all’interno della vostra abitazione, è possibile eliminarla mediante l’impiego di uno spray Insetticida per mosche e vespe.

     

    Tuttavia, le api possono essere utili per l’ambiente e non devono essere uccise ogni volta che risulti possibile farlo in sicurezza.

    Se è presente un numero elevato di vespe o api all’interno della vostra abitazione o del vostro giardino, probabilmente è presente un nido nelle immediate vicinanze.

  • PARASSITOIDI CHE COSA SONO?

     Per parassitoide si intende un insetto le cui larve si sviluppano su un artropode ospite che alla fine viene sempre ucciso (cosa che non avviene nei parassiti veri). L'uso del termine è strettamente limitato agli insetti (per la precisione a 56 famiglie di Imenotteri, 21 di Ditteri, 11 di Coleotteri, 2 di Lepidotteri e 1 di Neurotteri)

  • QUALCHE RISPOSTA SUL COMPORTAMENTO DEI TOPI,E LE TECNICHE USATE?

     I topi riescono a passare attraverso delle fessure piccolissime, e riescono ad arrampicarsi su ogni tipo di superficie

    Perché sono entrati?

    Si spingono nelle abitazioni perchè sono alla ricerca di cibo. Inoltre la loro presenza è riscontrata in zone in cattive condizioni e trascurate, e nelle vicinanze di corsi d’acqua.

    Come posso riconoscere il tipo di topo?

    Dal tipo di escremento e dall’orma che lasciano nel loro percorso.

    Qual è l’esca piu’ adatta da usare?

    In base alla taglia del topo ed alle caratteristiche ambientali del luogo dove si è sviluppata l’infestazione.

    Come va posizionata l’esca?

    L’esca va posizionata dove si riscontra la presenza dei topi,  a ridosso dei muri, nelle loro tane, cioè quegli inconfondibili buchi che formano nel terreno o negli argini dei corsi d’acqua.R32;Le esche vanno sempre vanno sempre disposte in modo tale da minimizzare il rischio di ingestione da parte di altri animali non bersaglio e/o bambini.

    Le esche contengono il repellente per cani gatti e bambini, cosa significa?

    Le aziende produttrici di sostanze pericolose, quali i topicidi, hanno l’obbligo di legge di aggiungere al prodotto il repellente, ossia una sostanza amaricante che lo rende sgradevole ai bambini e agli animali domestici.R32;Trattandosi di veleno RACCOMANDIAMO di disporre le esche negli appositi contenitori di esca al fine di prevenire accidentali e pericolose ingestioni di prodotto.

    Quanta esca va usata?

    Consigliamo di utilizzare 100/150 gr di prodotto per ogni punto esca

    Quanto deve durare il trattamento?

    Il trattamento deve durare almeno 4/5 giorni consecutivi e l’esca deve essere rinnovata man mano che viene consumata. In caso di infestazione consistente prolungare il trattamento di un’ulteriore settimana.

  • COME POSSO STARE ALL’ARIA APERTA D’ESTATE SENZA AVERE LE FASTIDIOSE ZANZARE CHE MI RONZANO ATTORNO?

     Facendo, PREVENZIONE !R32;

    Il metodo più efficace per eliminare il problema degli insetti molesti e’ senza dubbio la PREVENZIONE ossia intervenire il prima possibile, attaccandoli allostato larvale, cioè nella fase in cui sono più facilmente debellabili, riducendocosì la necessità di complessi interventi successivi e ottenendo anche un risparmio di tempo, energia e denaro.

  • HO IL PROBLEMA DELLE MOSCHE CHE ENTRANO IN CASA, COME POSSO ELIMINARLO?

     Innanizitutto consigliamo di seguire delle regole igieniche di base,  mantenendo sempre puliti ed igienizzati gli ambienti come cucina e bagni, eliminare qualsiasi elemento di natura organica in decomposizione e/o fermentazione ( tipo frutta, avanzi di cibo, bevande in genere), bonificare luoghi con presenza di letame.R32;Per sconfiggere il problema delle mosche esistono più prodotti in stretta relazione anche al grado di infestazione.

  • CHE COSA È LA MENINGOENCEFALITE?

      Si chiama Tick borne encephalitis, meningoencefalite, una malattia trasmessa da una zecca, la Ixodes Ricinus, diffusa nell’Est Europa e in Italia localizzata nel Triveneto e in molte aree rurali e urbane. I casi ogni anno non sono molti, circa 30 (80 dal 2000 ad oggi), ma spesso gravissimi, talvolta mortali, e in costante crescita, proporzionalmente all’aumento delle temperature medie che hanno reso ‘attiva’ la zecca dall’inizio della primavera (marzo) fino all’autunno inoltrato, e della fauna selvatica (ungulati e volatili). Una situazione da sorvegliare, tanto che le autorità sanitarie europee hanno chiesto anche all’Italia di inserire la malattia tra quelle ‘notificabili’. La Ixodes Ricinus è il serbatoio di agenti infettivi raccolti nel sangue di animali selvatici montani o boschivi (dove è più frequente), e ritrasmessi agli ospiti che attacca (animali domestici e uomo), inoculando il virus con piccoli morsi indolori. La meningoencefalite è una malattia molto grave, purtroppo facile da confondere inizialmente con una banale influenza (leggera febbre, mal di testa dolori muscolari che compaiono a 7-14 giorni dal morso), a cui segue (se trascurata o sottovalutata) una seconda fase con l’interessamento del sistema nervoso centrale e possibili danni permanenti e invalidanti. Non esiste una cura mirata, ma prevenire la TBE è possibile con una semplice vaccinazione che protegge da tutti i tipi di virus sia del sottotipo Europeo che Asiatico. La vaccinazione è composta da due dosi (da somministrare prima di partire). Una terza dose facoltativa al rientro consente una copertura di 5 anni. Si tratta di una profilassi raccomandata sempre agli abitanti o ai villeggianti delle zone agricole e boschive del Nord-Est, a chi pratica professioni a contatto con la natura, ma soprattutto ai turisti amanti del trekking e della campagna. In caso di escursioni in aree a rischio, indossare un abbigliamento appropriato (camice e pantaloni lunghi, scarpe alte sulla caviglia e/o stivali) spruzzato con repellenti, fare docce accurate (anche al cuoio capelluto) al rientro, e ispezionare il corpo per rilevare eventuali zecche che vanno subito rimosse secondo regole molto precise. Critici i quindici giorni successivi in cui la zecca potrebbe continuare (se non rimossa) a iniettare il virus, o fare la comparsa i primi sintomi della TBE. La diffusione delle zecche non ha una spiegazione scientifica ma ambientale, correlata all’aumento della temperatura terrestre degli ultimi 20-30 anni e all’incremento della fauna selvatica che hanno condizionato il protrarsi dell’attività di questi parassiti dalla primavera all’autunno inoltrato e la colonizzazione di nuovi territori, anche prossimi alle aree urbane. “In funzione di questa recente evoluzione – dichiara Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattia Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità – la Comunità Europea si è posta in una condizione di attenzione al fenomeno della TBE, richiedendo innanzitutto la notifica dei casi di malattia. Questo processo consentirà da un lato una più accurata mappatura del parassita e dall’altro la possibilità di istituire programmi vaccinali più efficaci e mirati alla zona del Triveneto - anche se non si esclude che le costanti variazioni climatiche e le abitudini che portano sempre più spesso a svolgere attività outdoor siano condizioni favorevoli all’estensione del fenomeno ad aree più vaste - di meglio identificare i soggetti a rischio e quindi eleggibili a vaccinazione secondo criteri, suscettibilità e strategie che verranno valutate e identificate in relazione alla diffusione e all’incidenza della TBE sul territorio”. “La vaccinazione è sola ‘soluzione’ contro la TBE - dichiara Fabrizio Pregliasco, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano - la quale, essendo di natura virale, non ha una terapia specifica ma solo sintomatica che può tamponare le manifestazioni della malattia in attesa della guarigione. La somministrazione del vaccino, efficace e sicuro, può avvenire secondo due modalità legate al tipo di copertura da garantire: a lungo termine per la popolazione a rischio, rappresentata da residenti, boyscout o lavoratori in zone rurali, ad azione rapida in caso di viaggi. Qualora si venisse attaccati dalla zecca, la prima raccomandazione è di estrarre il parassita entro le 24 ore, facendo attenzione a prelevare interamente il corpo e il rostro della zecca e annotando la data del morso, poiché alla comparsa di qualsiasi sintomo entro i 30 giorni dall’estrazione dell’animaletto, occorre recarsi subito da un medico o in un centro specialistico per ricevere le cure più adeguate alle diverse manifestazioni”. Solo le “zecche dure” infette, ovvero quelle che ospitano il patogeno che riescono poi a trasmettere attraverso il morso, sono nocive per l’uomo. “La principale è l’Ixodes ricinus, – spiega Maurizio Ruscio, direttore del Dipartimento Diagnostico Strumentale dell’Ospedale ‘S. Antonio’ di San Daniele del Friuli (UD) e centro di riferimento nazionale su questa malattia – nota come Tick-Borne Encephalitis, poiché trasmette la meningoencefalite. Si tratta di un virus che può dare adito a diverse manifestazioni più o meno gravi e dipendenti dalla capacità del sistema immunitario di rispondere all’attacco del virus parassitario con la produzione di anticorpi specifici. Accanto alla prevenzione con la vaccinazione che prepara l’organismo ad attivarsi correttamente in caso di infezione da morso della zecca, è bene indossare un abbigliamento adeguato, coprente e chiaro, e fare attenzione a non frequentare zone incolte, boschi, luoghi umidi ma di recente anche aree urbane prossime ai parchi”.

  • LE ZANZARE QUANDO PIOVE COME FANNO A SOPRAVVIVERE?

    I temporali che provocano danni a cose e persone non hanno conseguenze sulle zanzare: viene dunque da chiedersi come sopravvivono le zanzare quando piove?

    Dopo l’anticipo di estate dei giorni scorsi, i violenti acquazzoni che si sono abbattuti un po’ ovunque nelle ultime ore hanno contribuito ad abbassare notevolmente le temperature.

    Nonostante ciò le nostre odiatissime zanzare non hanno minimamente interrotto la loro cinica attività di punzecchiamento diffuso.

    Già! Quegli stessi temporali che hanno provocato danni ingenti a cose, immobili e anche alle persone in certi casi, non hanno avuto conseguenze sugli sciami di zanzare che ci hanno come unico obiettivo!

     

    Viene dunque da chiedersi come fanno a sopravvivere le zanzare quando piove, a resistere ai temporali estivi senza restare schiacciate dal peso dell’acqua.

    Non siamo stati i primi a chiedercelo, dal momento che un team di scienziati del Georgia Institute of Technology ha condotto una ricerca volta proprio a svelare questo piccolo grande mistero della natura.

    Nell’ambito di uno studio più ampio sulle dinamiche di sopravvivenza degli essere viventi più piccoli, questi scienziati hanno verificato che proprio le esigue dimensioni delle zanzare e l’estrema leggerezza permettono loro non di schivare le gocce di pioggia bensì di esserne avvolte e trasportate fino a terra senza particolari danni.

    Studi di laboratorio, nei quali sono stati ricreati temporali artificiali con gocce d’acqua da 2 a 50 volte più grandi delle zanzare, hanno dimostrato che questi insetti, ripresi con telecamere ad alta velocità, si lasciano serenamente trascinare dall’acqua che cade, senza opporre alcuna resistenza.

    Sembra quasi che le zanzare, infatti, perfettamente consapevoli del meccanismo fisico per cui tra due corpi che si scontrano se uno assorbe l’energia dell’altro, anziché contrastarla, esce indenne dall’impatto, si comportino di conseguenza lasciandosi trasportare dall’acqua, anche perché grazie alla sottile peluria idrorepellente che ricopre il loro corpo, questi insetti non temono per nulla di venire inzuppati e quindi appesantiti dall’acqua con conseguenze deleterie sulle loro capacità di volare. Anzi!

     

    Proprio perché la zanzara è così piccola e così leggera, anche l’impatto a quasi 40 km all’ora della goccia al suolo sarebbe per lei letale, rendendo appunto impossibile la sopravvivenza alle zanzare quando piove.

     

    Ecco allora che, nuovamente ed incredibilmente consapevole dei rischi impliciti nell’impatto al suolo, la zanzara abbandona la goccia d’acqua poco prima che questa si schianti a terra, librandosi in volo pronta ad abbracciare una nuova goccia d’acqua, dando vita a una danza decisamente interessante dal punto di vista entomologico, ma di certo non altrettanto affascinante per noi comuni mortali sempre alla ricerca del metodo definitivo per debellare le zanzare!